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Peonia
Plinio il vecchio ce ne parla come della pianta del dio Peone, medico degli dei a cui dovrebbe il nome. Gli antichi miti greci narrano di come il dio Peone venne tramutato in fiore, una Peonia appunto, dopo aver liberato Latona dai dolori del parto. Per le popolazioni asiatiche, in Cina e in Giappone, la Peonia (in questo caso si tratta delle peonie cinesi, molto più grandi e doppie di quelle europee) era il fiore degli imperatori, i soli che potevano coltivarlo e coglierlo. Nel linguaggio dei fiori ha preso il significato di vergogna e timidezza, da donare all'amata ritrosa. Non sono un imperatore ma coltivo le peonie e la prima in alto a sinistra ne è la conferma. Un petalo bianco a ciascuno di voi per far compagnia ad un affettuoso buona domenica. |
Sono tornata.
Ringrazio tutti gli amici che sono passati, si sono ricordati di me
ed hanno lasciato un saluto.
Non ho sentito la mancanza del blog, del pc,
ma di tutti voi si.
Ho letto i giornali per deformazione professionale, per curiosità ed abitudine.
Non ci sono belle notizie ma quelle, lo sappiamo, non interessano i mass-media.
Ho avuto il tempo di leggere "Fuoco amico" di Yehoshua e "Il muro invisibile"
di H. Bernstein .
Li consiglio entrambi a chi interessa ciò che accade nel mondo, cioè poco più in là
della porta di casa.
Rileggo e mi spaventa l'aridità
del mio scritto.
Il primo sole di primavera asciuga le ossa ed anche i pensieri.

Per qualche giorno provo ad emigrare.
Ancora non riesco a crederci,
mentre leggo elogi fuoriluogo, secondo me,
ai discorsi super partes dei i nuovi(?) arrivati.
Più di qualche emoticon non riesco proprio a scrivere nulla.
Saluto gli amici che passeranno,
ci leggeremo la prossima settimana.


da photobuck
Isi, te possino...
piccole confessioni:
passeggiare senza una meta precisa, insomma bighellonare.
decidere del mio tempo, poco o tanto a disposizione, purchè possa stabilire personalmente come spenderlo.
sdraiarmi al sole e leggere.
svegliarmi senza l'incubo della sveglia.
d'estate, camminare scalza sul pavimento del terrazzo.
mangiucchiare fuori pasto come e quel che mi pare.
Non passo la catena,
ma se c'è qualcuno di buona volontà che vuole continuare, sarò ben lieta di leggerlo.
Gli ultimi fuochi della campagna elettorale vivono e si alimentano di polemiche sempre più allucinanti.
Dopo la minaccia dei fucili leghisti,
la proposta dei test di sanità mentale per i pm,
la promessa di una revisione della Resistenza da parte di uno pseudo intellettuale,e qui mi fermo,
il rifiuto ed in esso l'arroganza del grande piccolo uomo alle proposte del nostro buonista
che, secondo me, certe iniziative potrebbe evitarle tanto non portano a nulla.
Ecco, dopo questi episodi e tanti altri ancora di discutibile serietà e trasparenza,
domenica andremo a votare.
Sono qui che contemplo il pc e tento di vedere oltre: non ci riesco.
Il diluvio universale che chissà perchè si è scatenato a Pasqua,
il vento molto forte che ha colpito proprio la zona in cui abito
mi hanno lasciato un ricordino, a sorpresa, come avessi aperto l'otre di Eolo,
invece dell'uovo di cioccolato.
In terrazzo il vento ha divelto i paletti di metallo a cui è legata una rete di recinzione:
la rete ha lavorato a mò di vela, i pali hanno fatto da leva scardinando la soglia(?)
del muro di cinta.
più o meno è andata così.
La soglia, ridotta in pezzi, la rete e un pò di calcinacci sono caduti, per
FORTUNA, all'interno danneggiando solo alcune piante, lo spettacolo è da post
leggera scossa di terremoto.